Giovanni Signorini
Giuseppina Di Giulio
Marco Fioravanti
Il protagonista assoluto di questo libro è il legno: più precisamente, sessanta tipi di legno che hanno trovato applicazione costante nella realizzazione dei manufatti rilevanti nella storia dell'arte e dei beni culturali. Il volume presenta le linee-guida per il riconoscimento di queste sessanta specie legnose: descrive le metodologie con le quali il campione si prepara per essere sottoposto a indagine; gli areali di distribuzione delle specie; le loro caratteristiche macroscopiche e di struttura microscopica; riporta, soprattutto, una storia accurata dei loro impieghi, anche attraverso una ricca selezione di beni che sono stati analizzati nel quadro delle attività di ricerca del GESAAF; e si chiude con un indice analitico delle denominazioni (proprie, scientifiche, unificate, dialettali e improprie) dei legni indagati. Nel quadro generale di una sempre più feconda collaborazione tra storici dell'arte e anatomisti del legno, la determinazione della specie costituisce un passaggio decisivo per l'attribuzione di un manufatto (una scultura lignea, ad esempio; o una tavola dipinta; o un'opera di alta ebanisteria) a un artista, a una scuola di artisti o a un'area di provenienza. Ma il libro si rivela di grande utilità anche per i restauratori (e, più in generale, per i conservatori dei beni culturali), per gli artigiani e per i produttori di mobili e pavimenti di pregio, offrendo elementi indispensabili per la conservazione e la messa in sicurezza dei manufatti lignei.
La determinazione della specie legnosa nei manufatti d’interesse storico, artistico e archeologico rappresenta una delle fasi più importanti nel percorso di conoscenza di un’opera d’arte in legno. I motivi sono di carattere tecnologico, per le implicazioni che la conoscenza della specie può avere nell’impostazione di una corretta conservazione; ma anche di più ampio significato culturale. Ogni opera d’arte o manufatto in legno contiene in sé infatti anche la testimonianza di un patrimonio immateriale che rientra in quel sistema di conoscenze oggi definite come “conoscenze tradizionali” – il frutto di complesse relazioni che si sono sviluppate nel tempo fra comunità locali, tecnologie e ambiente. In questo corpo di saperi, capacità, pratiche, credenze e rappresentazioni che si perpetuano nell’àmbito di una comunità, rientra certamente anche la scelta della specie più idonea alla realizzazione dei manufatti lignei, la cui definizione rappresenta il frutto di un empirico percorso di selezione che viene continuamente sottoposto a revisione critica con l’intento di ottimizzare le potenzialità realizzative o la funzionalità dei manufatti, e la cui interpretazione richiede il contributo di numerosi saperi e un approccio fortemente interdisciplinare. A differenza di altri testi di anatomia del legno, quest’opera si concentra sulle applicazioni di questa scienza allo studio delle opere e dei manufatti in legno che abbiano una rilevanza per il patrimonio culturale. Il valore storico-artistico di molti di questi manufatti richiede un approccio metodologico che tenga conto della loro importanza e della loro unicità, in particolare per quanto riguarda le modalità di indagine. Da questo punto di vista, il testo segue le linee operative previste dalla norma Uni 11118:2004 (Beni Culturali – Manufatti lignei – Criteri per l’identificazione delle specie legnose), fornendo indicazioni di carattere metodologico adeguate alla specificità del contesto – e in particolare alla possibilità o meno di eseguire il prelievo di un frammento di legno dall’opera. Le schede descrittive di ciascuna specie legnosa tengono conto di tali diversità applicative e riportano per questo le immagini della struttura del legno a diverso livello di ingrandimento, in modo che esse possano servire da riferimento sia per la determinazione microscopica sia per quella macroscopica – la quale, nella pratica operativa, può limitarsi, in alcuni casi, all’osservazione dei semplici caratteri di venatura e del colore del legno. Nelle schede la descrizione dei caratteri anatomici è stata compilata seguendo le liste codificate per il legno di conifere e latifoglie dalla iAwA (international Association of wood Anatomists). Per agevolare la determinazione della specie nell’esame microscopico sono state introdotte delle chiavi dicotomiche nelle quali l’accesso è guidato attraverso quei caratteri anatomici che, nel corso dell’osservazione microscopica, si rivelano essere maggiormente caratterizzanti la struttura del legno. Se si pensa alle miriadi di applicazioni che il legno ha trovato nello sviluppo delle civiltà umane, le specie selezionate in questa guida rappresentano una piccola parte di un universo a cui è difficile porre confini. Il criterio è stato quello di dare priorità alle specie che con maggiore frequenza si possono riscontrare nei manufatti di interesse storico-artistico e archeologico in italia e in europa. Accanto a queste sono state indagate anche altre specie di provenienza extra-europea, la cui introduzione è avvenuta in epoca più o meno remota, e che hanno trovato stabile applicazione nella realizzazione di diverse tipologie di manufatti. Data l’importanza della conoscenza dei contesti d’uso di una determinata specie legnosa, l'ultima parte del volume consiste in un repertorio dei manufatti e dei beni monumentali nei quali le specie studiate sono state riscontrate.
G. Signorini, G. Di Giulio, M. Fioravanti, Il legno nei beni culturali. Guida alla determinazione delle specie legnose, 2014
344 pagine
25 x 29, hardcover
interamente a colori
isbn 9788897738404
prezzo 100,00
Per consultare gli estratti o per acquistare il libro:
http://www.aguaplano.eu/index.php?content=legno_catalogo

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